Localizzazione di siti web: difficoltà e consigli utili

Localizzazione di siti web: ne abbiamo già parlato in un articolo di qualche tempo fa, dal titolo “La localizzazione online”. Inoltre, l’ultimo che ho scritto riguardava la SEO (“Cosa sono le traduzioni in chiave SEO”), parlando in particolare di leggibilità e chiarezza espositiva.

Oggi proverò a tirare le fila del discorso, entrando nel merito di alcuni esempi e consigliando alcuni tool utili per trovare le parole chiave più adatte ed efficaci per la nostra traduzione.

Come tradurre per un mercato estero

La localizzazione di siti web è una vera e propria corsa contro il tempo.
Le ricerche online sono qualcosa di dinamico, in continua evoluzione. Più in generale, qualsiasi contenuto, soprattutto quelli social, ha una deperibilità maggiore rispetto a un testo pubblicato o scritto sulla carta.

Dal blog di Comunicare sul web, scopriamo che si va da un tweet, la cui visibilità è in media di 18 minuti, a un’immagine di Pinterest che può arrivare in media a 4 mesi. Quello che “dura” di più sono i contenuti dei blog e dei siti web, che possono essere ricercati anche dopo anni, se sono interessanti, ben strutturati e posizionati per le giuste parole chiave.  E per ottenere il massimo da un sito e dalla sua traduzione è indispensabile conoscere il mercato di riferimento. Questo significa, principalmente, due cose: trovare le parole chiave giuste e andare dritto al punto, per essere il contenuto giusto al momento giusto.

Trovare le parole chiave

Conosciamo abbastanza il nostro cliente finale e il mondo che lo circonda?
Sappiamo quali sono le sollecitazioni che riceve quotidianamente dai media?
Se vendiamo scarpe sportive, ci verrebbe spontaneo pensare che siano queste, le due parole con cui le persone cercano prodotti simili al nostro. In effetti, la query scarpe sportive ha un volume di ricerca mensile di 3.5 k: 3500 persone, ogni mese, digitano su Google queste due parole per i loro acquisti. Con una rapida ricerca in un sito come
Seo Zoom, possiamo scoprire però che scarpe nike fanno un volume di 49.5 k al mese, scarpe adidas ne fanno addirittura 60.5 k! Certamente, se il nostro è un piccolo brand, non possiamo sperare di competere con tali numeri, quindi è necessario usare degli accorgimenti particolari per arrivare ai nostri clienti, intercettando in un altro modo le loro intenzioni di ricerca.

I dati che ho esposto qui sopra, ovviamente, sono contestuali al momento in cui sto scrivendo. Il mese prossimo, con tutta probabilità, le cose saranno cambiate. Magari non di molto, ma se lavoriamo nel campo, essere aggiornati e seguire i trend è imprescindibile. 

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5 consigli per intercettare i lettori giusti

Ecco 5 consigli che, nella scrittura e, successivamente, nella localizzazione di siti web, possono fare la differenza!

  1. Scrivi testi leggibili: se non sai come si fa, forse hai perso l’articolo precedente! Non preoccuparti, lo trovi qui.
  2. Pubblica contenuti di qualità. Non è facile, ma devi provare a metterti nei panni dei tuoi lettori e trovare argomenti interessanti. Prova a pensare a te, qualche tempo fa: quali contenuti ti sarebbe piaciuto leggere? Quali ti avrebbero aiutato a fare meglio, e più velocemente, quello che hai fatto? Bene! Parlane agli altri, per evitargli gli stessi errori. Vedrai che te ne saranno grati.
  3. Chiedi ai lettori, con Answer the public. Se non riesci ad immaginare cosa cercano i tuoi lettori o potenziali clienti, o quali domande si fanno, questo sito ti aiuterà. Inserisci una parola chiave, l’argomento che ti interessa, la lingua, e troverai ciò che la gente chiede ai motori di ricerca, in particolare Google e Bing. Non esagerare con le richieste, la versione free ha un limite giornaliero!
  4. Chiedi a Google Suggest o Ubersuggest: da una parola chiave, ti mostrerà tutte quelle correlate, a seconda delle ricerche svolte dagli utenti, anche in siti come Amazon o social come Instagram.
  5. Scrivi contenuti aggiornati e unici. Non copiare dagli altri, scrivi spesso di argomenti che ritieni interessanti e di cui, soprattutto, hai competenza. Gli utenti che ti apprezzano torneranno a trovarti più spesso!

Localizzare (a volte) vuol dire rivoluzionare

Ok, ma noi stiamo traducendo.
Non stiamo scrivendo qualcosa ex novo, giusto
Per cui, a cosa ci servono le parole chiave nella lingua di destinazione?
Non possiamo semplicemente usare quelle del testo di partenza?
Ovviamente, non è così semplice.
A volte, tradurre significa riscrivere completamente il testo, in modo da andare incontro alle esigenze di un mercato diverso.

In the 1970s, translators basically translated. In our own age, translators are called upon to do much more: documentation, terminology, rewriting, and the gamut of activities associated with the localization industry.
Anthony Pym

Per fare un esempio di come la traduzione possa “rivoluzionare“ un sito web, anche presso marchi molto famosi, prendiamo spunto dal paper di Paolo Canavese, “Localizzazione di contenuti web tra standardizzazione e adattamento”.
Secondo il suo studio, le scelte che guidano la localizzazione di un sito dipendono anche da:

  • il tipo di prodotto commercializzato;
  • la presenza fisica dell’azienda o la diffusione dei suoi prodotti nel mercato di riferimento;
  • l’opinione dei consumatori (e quindi, come dicevamo sopra, le loro abitudini di ricerca);
  • la volontà di evidenziare le proprie origini.

In questo senso, è sufficiente dare un’occhiata a marchi anche molto famosi, come Armani o Ducati, due eccellenze del Made In Italy, ma conosciute a livello internazionale.

Primo esempio: Armani

Nel caso di Armani, il brand è talmente famoso che non necessita neanche di presentazioni: infatti, sia nella versione italiana che in quelle internazionali, non sono presenti le classiche pagine “chi siamo”, “cosa facciamo”, ecc… Semplicemente, non ce n’è bisogno. Il sito sembra, tra l’altro, identico sia nella versione italiana che in quella per il mercato spagnolo. Tuttavia, c’è una piccola, quasi impercettibile, differenza: se in Italia le collezioni sono chiamate semplicemente col proprio nome e con una call to action che invita ad approfondire, nel sito spagnolo Armani.com/es, ogni collezione è accompagnata da una brevissima descrizione.

Una combinación perfecta de armonía y elegancia.

Espíritu contemporáneo y de tendencia que remarca la individualidad.

Deporte, energía, dinamismo y pasión: el espíritu de la colección ea7.

Si tratta di headline presenti per spiegare il prodotto e il suo stile, che appaiono nelle versioni internazionali ma non in quella italiana. Quindi, il traduttore ha dovuto operare un’aggiunta, scrivere ex novo un testo in più, didascalico ed attrattivo, per il cliente finale.

Secondo esempio: Ducati

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Ducati, invece, cambia fin dalla homepage. Infatti, se nel sito italiano ci appaiono immediatamente immagini relative alla Nuova Multistrada 1260 Grand Tour, in quello spagnolo, in evidenza c’è tutt’altro prodotto: la Streetfighter V4. Sebbene i siti sembrino simili, sono diverse le informazioni che sono messe in risalto, a seconda del pubblico. Ci sono sezioni nel sito italiano (per esempio, moto usate) che  spariscono in quello spagnolo. Addirittura, grandi parti del sito, soprattutto quelle istituzionali e non commerciali, sono tradotte solo in inglese per tutte le lingue. Anche in questo caso, poi, le traduzioni si discostano molto, sia per stile che per contenuti, dall’originale.
Prendiamo come esempio il caso della biografia di uno dei personaggi storici del marchio, Aldo Farinelli.

In italiano, comincia con “Questa è la storia di un uomo che cambiò il mondo dei motori”.

Nel sito internazionale, con “Aldo Farinelli was a lawyer and technical journalist born in Turin on May 23, 1898”.

Non trovate che, anche solo questo incipit, sia un esempio lampante di come non sia stata fatta una traduzione, ma un vero e proprio cambio di mood? Anche solo da queste poche parole, siamo in presenza di una localizzazione di siti web in piena regola!

Conclusioni

La localizzazione di siti web è frutto di una scelta condivisa col cliente e soprattutto, di analisi molto approfondite da parte del traduttore. Ancora una volta, quello del traduttore ne risulta come un mestiere non semplice, per cui è necessaria formazione adeguata e continua.
E se questo non ti basta, puoi sempre rileggere l’articolo “5 motivi per scegliere un traduttore professionista” e fare la tua scelta!

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