Cosa significa SEO?

Oggi ti parlerò delle traduzioni in chiave SEO.
Perché, se tradurre bene è indispensabile, localizzare importantissimo, tradurre in chiave SEO può diventare un’arma vincente per il nostro business e quello dei nostri clienti. 

Ma cominciamo dalle basi.
Cosa significa SEO?
Letteralmente, si tratta dell’acronimo di Search Engine Optimization. In modo molto semplice, è l’insieme di tutti gli accorgimenti necessari per rendere un sito maggiormente visibile ai motori di ricerca e posizionarlo il più in alto possibile tra i vari risultati. Prima i nostri clienti lo vedranno, più saranno propensi a cliccare su quel contenuto, riconoscendolo come più autorevole. Perché si sa, il posto più comodo dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google.
Là nessuno ci guarda e non lo troverà mai! 

SEO e Google - Miranda Translation

Scrivere in chiave SEO

Scrivere in chiave SEO non è così facile e immediato. Si deve tenere conto di numerosi fattori. Il primo, anche se potrebbe sembrare il più banale, è scrivere contenuti di qualità. Testi che siano in grado di interessare i tuoi lettori, di risolvere loro dubbi o problemi, di parlare di argomenti che gli stanno a cuore. Sebbene il posizionamento su Google sia delegato a un complesso algoritmo, tuttavia l’obiettivo principale è catturare l’interesse del lettore e tenerlo vivo per tutta la durata della lettura. E tutti gli accorgimenti del mondo non valgono nulla, se il testo non ha un contenuto che risponda perfettamente alle ricerche dei nostri lettori. 

Ecco 5 consigli di base che saranno, in ogni caso, utili per migliorare la leggibilità dei testi e il loro posizionamento online. 
Sono, in parte, tratti dal manuale “L’arte della SEO – User First” edito da Hoepli. 

  1. Crea frasi brevi e lineari, senza incisi né forme passive. 
  2. Dividi i testi in paragrafi brevi, ognuno con un titolo chiaro e esplicativo del contenuto. 
  3. Usa termini semplici e chiari, a meno che tu non debba rivolgerti a una nicchia ben definita che ha bisogno di comunicare con un gergo particolare.
  4. Inserisci elenchi puntati e numerati per mettere in risalto consigli e suggerimenti.
  5. Rileggi i testi, possibilmente anche a voce alta, e usa gli strumenti di controllo ortografico per evitare errori di battitura o, peggio, di ortografia. 

Inoltre, potrai trovare online alcuni tool in grado di misurare in tempo reale la leggibilità dei testi che stai scrivendo. Ce ne sono diversi, ma te ne consiglio uno molto semplice e immediato nel sito di Translated.
Ti basterà inserire il testo nell’apposito spazio, scegliere tra le lingue disponibili (in questo caso, italiano, inglese e francese) e ottenere il tuo risultato di leggibilità e alcuni consigli per migliorarla. 

Tradurre in chiave SEO

Dopo questa doverosa premessa, arriviamo dunque all’argomento che più ci interessa, come traduttori e localizzatori. 
In che modo la SEO ci riguarda? In fondo, non siamo solo traduttori di un testo già fatto?
Anche se il testo fosse posizionato correttamente nella lingua madre, non è detto che otterremo la stessa cosa, in automatico, semplicemente traducendo nella lingua di destinazione. Questo perché sarà necessario tradurre tenendo sotto controllo le stesse regole anche nel testo finale. E poi, soprattutto, usare le corrette parole chiave. 
Facciamo un esempio che conosciamo già, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo: “Cosa significa localizzazione? Te lo spiego con i Super Pigiamini!
Il nome di Owlette, l’eroina femminile, è Buhíta in Spagna e Ululette in America Latina. Se ci limitassimo a tradurre in Spagnolo, o a lasciare invariato il nome originale del personaggio, perderemmo sicuramente l’attenzione di tutti i genitori che in America Latina cercano Ululette per i propri figli. E sicuramente, la ditta che ci ha commissionato la traduzione per inserirla nella versione messicana del suo sito non sarà contenta del nostro lavoro.

Naturalmente il discorso SEO è molto più complesso di così, ma continueremo a parlarne più approfonditamente nei prossimi mesi.

Traduzioni che funzionano!

Le traduzioni in chiave SEO sono, quindi, traduzioni che funzionano. Come ho scritto nel mio curriculum, sono traduzioni che piacciono a Google. I testi tradotti diventeranno autonomi e indipendenti rispetto agli originali, e sarà come se fossero stati scritti appositamente per il mercato di destinazione. Di certo non si tratta di un lavoro semplice, ma prevede attente ricerche e studi sia della lingua (e della cultura) di partenza che di quella di arrivo e strumenti adeguati che permettano di usare il linguaggio più adatto al momento giusto. 

L’ideale sarebbe ricevere dal cliente un glossario bilingue già approvato e adatto al mercato a cui ci stiamo rivolgendo. Purtroppo, non sempre è possibile, ma ovviamente è sempre utile crearne uno cercando nei dizionari specifici. Oppure, usare come base di partenza la terminologia usata dai concorrenti del nostro cliente nei siti web nel paese di destinazione. In questo modo potremo avere già un’idea da cui partire per le nostre ricerche e verificare quali sono i termini più adatti, più usati, più cercati per i significati che dobbiamo tradurre. 

Per citare Pennamontata, agenzia italiana che si occupa di copywriting: 

Dove ti portano i testi che lavorano come si deve? In tre posti diversi: nei motori di ricerca, dove ottieni visibilità; nel cuore delle persone, perché rispondono in modo esauriente alle loro domande; nella mente di chi li legge, perché il copy è quello giusto per rendere memorabile il tuo brand.

Se hai trovato interessante questo articolo, torna ancora sul mio sito, perché prossimamente dedicherò all’argomento ulteriori approfondimenti. Se non l’hai ancora fatto resta sempre aggiornato seguendo la pagina Facebook “Miranda Translation”!

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