Cosa significa localizzazione e in cosa si differenzia dalla traduzione?
O sono la stessa cosa?

In questo articolo cercherò di spiegarlo, facendomi aiutare dai Super pigiamini.

Non li conosci?
Forse non hai la televisione sintonizzata sui cartoni animati 24 ore su 24, come la mia!

Si tratta di un cartone animato trasmesso da Rai Yo Yo: oggi però non voglio parlarti della trama né delle loro avventure notturne per difendere i più deboli dai cattivi.
Ti voglio invece raccontare di come, anche in una cosa apparentemente semplice come un cartone animato, siano evidenti le difficoltà e le soluzioni trovate per affrontare il problema della traduzione e della localizzazione.

I tre protagonisti della storia sono Connor, Amaya e Greg, ma di notte si trasformano in supereroi.
I loro nomi diventano Catboy, Owlette e Gecko, ma come sono resi, invece, nei vari paesi ispanofoni?

In Spagna Catboy diventa Gatuno, mentre Owlette è Buhíta in Spagna e Ululette in America Latina. Infine Gekko diventa Gecko in America Latina. Contrariamente al solito, invece, al titolo della serie viene aggiunta, in America Latina, un’ulteriore specifica: se in Spagna sono semplicemente PJ Masks, oltreoceano diventano PJ Masks: Héroes en pijamas.

Ora, so che ti ho incuriosito e non vorrai perdere neanche una puntata, per cui ti lascio anche il link di Wikipedia in cui trovare le informazioni sulle loro avventure. 
Se vuoi restare qui, invece, passiamo alle cose più serie.

Cosa significa localizzazione, dunque, a cosa serve e… cosa c’entra con la traduzione?

Perché i Pigiamini si chiamano diversamente in Spagna e in America Latina, se la lingua di arrivo – lo spagnolo, è la stessa?

In realtà, gli spagnoli hanno una propensione più marcata a tradurre e “ispanizzare” tutti i vocaboli che importano dall’estero, mentre i latinoamericani accettano, in genere, più volentieri i termini stranieri, in questo caso inglesi.

Si tratta di differenze che inizialmente possono spiazzare il pubblico, ma che un traduttore esperto deve saper riconoscere e interpretare, capendo fin da subito quando è necessario tradurre, e come e quando è più corretto lasciare inalterato il testo sorgente.

La traduzione è solo una parte della localizzazione.

Se fin dalla notte dei tempi gli uomini hanno avuto bisogno di tradurre in altri lingue pensieri, testi e parole, il concetto di localizzazione come disciplina è nato solo negli anni Ottanta.
Le motivazioni principali sono la globalizzazione e la necessità di commercializzare prodotti che devono essere adottati linguisticamente e culturalmente nel paese di destinazione.
In realtà, potremmo dire che la traduzione è solo una delle fasi che compongono la localizzazione.
Ecco le altre:

1.      Analisi linguistica e culturale del testo; 
2.      Preparazione del progetto;
3.      Traduzione e produzione: in questo step il traduttore effettua la traduzione vera e propria, adattandola al formato originale;
4.      Revisione e test;
5.      Correzione di eventuali refusi e controllo finale; 
6.      Consegna al cliente.

Oltre alle variazioni che possono verificarsi nei casi singoli, puoi vedere come localizzare sia un concetto più ampio e impegnativo, rispetto alla mera traduzione.
L’obiettivo finale?
II cliente non deve capire che si tratti della traduzione di un testo originale.
Deve poter pensare che il testo sia stato scritto direttamente nella sua lingua. Solo vincendo questa sfida, la traduzione potrà definirsi perfetta.

Cosa significa localizzazione nel 2019?

Esistono diversi tipi di localizzazione: ne parleremo nel dettaglio in uno dei prossimi articoli (continuate a seguire gli aggiornamenti sulla pagina Facebook e su Linkedin e nessuno si farà male!).
Tuttavia, hanno caratteristiche comuni. La regola fondamentale è che il traduttore abbia una vasta conoscenza della cultura della lingua di destinazione, che gli permetta di capire dove può spingersi nel distaccarsi dal testo originale e dove sarebbe meglio restare più aderente.

Inoltre, al giorno d’oggi la traduzione non passa solo attraverso la manualistica tecnica e i romanzi. I contenuti viaggiano sul web, quindi è fondamentale che il traduttore sia aggiornato sui software da usare per localizzare siti, applicativi e quanto il cliente richieda.

D’altronde, il web marketing è la nuova frontiera della pubblicità, su cui si fanno sempre maggiori investimenti e su cui sta virando la maggior parte della comunicazione aziendale e non.

Le conoscenze di un localizzatore

Mi sento di affermare con certezza che la conoscenza di base del localizzatore deve comprendere, oltre alle classiche competenze: sistemi operativi e software di traduzione; gestione di file html, xml, e simili; linguaggio di programmazione; fondamenti di project management, controllo di qualità e modelli di business applicati alla localizzazione.

Tutto ciò gli permetterà di calarsi in entrambe le culture, source e target, e di soddisfare le esigenze del cliente a 360 gradi… e oltre!  

Capisci ora, cosa significa localizzazione? E immagino avrai compreso anche come mai i Pigiamini cambiano nome in ogni posto in cui decidano di andare a combattere il male… lo capirebbe anche un bambino!

Ti ricordo che puoi consultare il mio curriculum, oppure contattarmi direttamente per conoscere maggiori dettagli circa le mie specializzazioni, il mio modo di lavorare e i miei collaboratori.

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