Se fai un lavoro poco convenzionale come il traduttore italiano spagnolo e più in generale se sei un libero professionista, molto probabilmente ti avranno chiesto: “Ma come passi le tue giornate?” oppure, “Ma come funziona il tuo lavoro?”. Invece, i clienti molto spesso ti avranno chiesto: “Ma come lo fai il preventivo?”. All’ultima domanda, ho in parte già risposto in un articolo precedente, “Quanto costa un traduttore”.

A volte, il lavoro del traduttore è difficile da spiegare.
Non si tratta di un lavoro immediato, e richiede una preparazione profonda.

Siamo abituati sempre di più agli automatismi, usiamo Google quotidianamente e non ci stupiamo che sia in grado di tradurre in un attimo in qualsiasi lingua del mondo. Ma, come abbiamo già detto diverse volte, c’è una differenza abissale tra un traduttore di spagnolo online e uno in carne e ossa. Vediamo allora come lavora un traduttore, non solo italiano spagnolo, a partire dalla richiesta del cliente fino alla consegna del testo tradotto.

Come lavora un traduttore italiano spagnolo

Step 1 – La richiesta

Quando un cliente mi invia un testo per un preventivo, la prima cosa che faccio (e che ogni traduttore italiano spagnolo dovrebbe fare) è chiedere a quale mercato ispano parlante sia diretto il testo. Infatti, per quest’area linguistica di riferimento, sono due le macroaree opzionabili: America Latina e Spagna.

Per quanto mi riguarda, sono una traduttrice un po’ sui generis. Pur essendo cubana, ho studiato in Spagna e conosco molto bene il linguaggio peninsulare. Di fatto, ancora oggi guardo tutti i giorni il telegiornale in spagnolo e non mi perdo neanche una puntata del Ministerio del Tiempo… ma quella è un’altra storia. Per cui, sono in grado di tradurre verso entrambe le varianti linguistiche. Ovviamente, sempre rispettando i miei campi di specializzazione, e le tipologie di traduzione incluse nei miei servizi.

Step 2 – L’analisi del testo

Dopo aver individuato il mercato di destinazione, passerò ad analizzare il documento, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, identificando la tipologia di testo e, di conseguenza, il tipo di traduzione o di servizio necessario. Infine, punto la mia attenzione anche sugli aspetti grafici e tecnici. Per me è fondamentale che sia un formato gestibile con i Cat Tool. Ormai, per fortuna, sono davvero rari i documenti che un Cat non possa gestire (tipo quel pdf fotografato da lontano che non si legge nemmeno, figuriamoci tradurlo!), e ci sono comunque molti metodi tecnologici per far sì che un file possa essere gestito dai Cat.

Step 3 – Creazione del progetto di traduzione

Successivamente, creo il progetto per la traduzione. Nel caso in cui il cliente abbia una sua memoria di traduzione, potrebbe usufruire degli sconti dovuti alle fasce di percentuale di corrispondenze (o fuzzy) o alle ripetizioni presenti all’interno del testo (per esempio, nel caso di stringhe molto simili tra loro o testi standard ripetuti in ogni documento).
Una volta creato il progetto, lo analizzo e faccio il conteggio per determinare quante parole effettivamente ci saranno da tradurre.

Step 4 – Il preventivo

Di solito, nel preventivo indico la data di consegna, a meno che il cliente non abbia manifestato una particolare urgenza. Per questo, prima di inviare il preventivo al cliente devo controllare il mio planning e, in base agli impegni e progetti già in corso, stabilire una data di consegna. Nel caso di una consegna “per ieri”, come spesso capita, la creazione del preventivo avrà un iter un po’ diverso. Una volta stabilita la data, creo e invio il preventivo al cliente.

Step 5 – La traduzione

In caso di accettazione, nel momento stabilito dal mio planning, comincerò la lavorazione del progetto. Per prima cosa, se si tratta di un cliente per me nuovo, cercherò online il materiale necessario: pagina del cliente, dei competitor e di aziende simili nel mercato spagnolo. Questo mi aiuterà ad entrare nel vocabolario e capire quali siano le parole chiave da usare in ottica SEO. Sarebbe sempre molto utile ricevere dal cliente qualsiasi materiale pregresso, sia come riferimento, sia come base per creare una vera e propria memoria di traduzione.

Di solito, per tradurre una frase prima la leggo, poi la interpreto e poi la traduco, e così via, fermandomi ogni tanto per cercare i termini e le parole più adatte e più usate in quel contesto. Se durante la traduzione ci sono delle frasi incomplete, che non sono chiare o che mi creano dei dubbi, chiedo al cliente. In questo modo sono sicura di fornire poi la traduzione più consona.

Step 6 – Il controllo

Una volta finita la traduzione, la rileggo affiancandola al testo originale. In questo modo, mi assicuro di non aver perso nulla e di non aver frainteso o male interpretato qualche parola del testo sorgente. Finita questa revisione, se possibile, lascio “decantare” il testo, per evitare di venire tratta in inganno dal mio cervello. Infatti, appena scriviamo qualcosa, il nostro cervello dà per scontato quello che c’è scritto. Non leggiamo veramente, ma ricordiamo quello che pensiamo d’aver scritto. Complicato, vero? Ma siamo umani! Questo è un concetto importante. Noi traduttori siamo umani, anzi umanissimi! Non essendo robot, qualche errore potrebbe capitare. Pensa ai libri che vengono pubblicati dalle case editrici, che passano per le mani di più di un revisore e comunque hanno spesso dei piccoli errori o refusi. Io li trovo sempre! È molto più facile, infatti, leggere e revisionare un testo scritto da altri che non da noi stessi. E questo, ovviamente, vale per un traduttore italiano spagnolo, per un traduttore in generale, ma anche per tutti coloro che scrivono. Provare per credere!

Step 7 – L’ultimo check

Infine, riprendo il mio testo finale, e lo rileggo come se io fossi il target a cui è indirizzato. Cerco di capire se c’è qualcosa che non torna, se una frase mi sembra troppo ingarbugliata, se io comprerei quel prodotto leggendo quella call to action. Mi invoglia a comprarlo? Devo ammettere che molto spesso, i testi di marketing che traduco per i miei clienti alla fine attirano anche me!

Step 8 – Abbiamo finito!

Prima di inviare, controllo ancora sia l’ortografia che la correttezza grafica e, finalmente mando tutto al cliente, insieme alle eventuali note. Questi appunti possono essere errori o sviste che ho trovato nel testo sorgente, o magari segnalazioni su traduzioni pregresse comparse nel loro sito di cui mi sono accorta. O ancora, suggerimenti per altri argomenti da trattare o domande ancora senza risposta.

Ed ecco come funziona il processo di traduzione, in una situazione regolare. La prossima volta che qualcuno ti chiederà: “Come passi le tue giornate da traduttore?”, potrai anche mostrargli questo articolo!

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