Il mio è stato un percorso insolito, perché non ho fatto, come molto spesso accade, degli studi tradizionali come una laurea in traduzione e interpretariato. In realtà, come puoi leggere nel mio curriculum, ho una laurea in economia, conseguita presso la Universidad de La Habana.

Ma ho avuto modo di constatare, durante la mia esperienza lavorativa, che di percorsi lineari ce ne sono veramente pochi, nel mondo della traduzione.
Quindi, ti dico fin da subito che non esiste una sola strada, una guida univoca e di successo su come diventare traduttore.

Ho già parlato brevemente, qui nel sito, della mia esperienza lavorativa. Dopo la laurea, non ho subito intrapreso la mia carriera di traduttrice, ma sono diventata Docente e ricercatrice in Sviluppo Locale a Cuba. Come capita spesso, non sapevo ancora quale sarebbe diventato il mio mestiere primario.

L’ho scoperto solo dopo, iniziando a collaborare con il gruppo Havana Ecópolis nell’elaborazione e traduzione delle schede del Atlas del Patrimonio de La Habana del Este.

Traduttore dipendente o traduttore freelance?

Una volta arrivata in Italia, ho iniziato a lavorare, per molti anni, come dipendente per un’agenzia di traduzioni. Solo di recente, ho deciso di diventare indipendente, gestendo da sola progetti e clienti. Oltre, naturalmente, a tutta la parte amministrativa, commerciale, pubblicitaria della mia professione. Perché si sa, ogni partita IVA è una piccola azienda, che deve occuparsi di ogni singolo processo produttivo, senza trascurare nulla.

Iniziare a collaborare con le agenzie o con le case editrici è sicuramente il primo passo per avviare la professione di traduttore. La differenza sta nel tuo obiettivo: vuoi diventare traduttore editoriale o tecnico? Un transcreator? Un traduttore di testi di marketing, giuridici, medici, un localizzatore? Sono molte le figure professionali legate a questo mondo, per cui ti consiglio di fare chiarezza e cercare di capire verso quale strada ti piacerebbe orientarti. 

Sicuramente devi, prima di tutto, focalizzarti sulle differenze. Nulla ti impedirà poi di spaziare tra più ambiti, ma, anche sulla base dei tuoi studi precedenti o delle tue passioni, prova a individuare quale sia la nicchia in cui desideri specializzarti.

Perché questa sarà la chiave per scegliere come muoverti e come giocare al meglio le tue carte per fare esperienza nel mondo delle traduzioni.

La prova di traduzione

A meno che non siano dedicate a settori particolari, le agenzie offrono per la maggior parte ai freelance non specializzati, lavori di tipo tecnico. Quindi, se invii il tuo curriculum alle agenzie di traduzione, ti troverai molto probabilmente a tradurre nella tua lingua manuali di macchinari, stringhe di comandi, testi prettamente tecnici che all’inizio potrebbero spaventarti. Più raramente, si tratterà di testi commerciali o di marketing, che all’apparenza potrebbero sembrarti più semplici, perché li comprendi meglio, ma che in realtà potrebbero nascondere insidie importanti. Sei così sicuro che gli slogan, i giochi di parole, i sottintesi, debbano restare identici nella lingua in cui è scritto il testo e nella tua?

In ogni caso, non spaventarti.

Si tratterà di maturare un po’ di esperienza nel settore e iniziare a capire dove trovare punti di riferimento, dizionari online e offline e ovviamente, non smettere mai di studiare.

Sicuramente, per diventare traduttore ufficiale presso un’agenzia, ti sarà richiesto di affrontare una prova di traduzione. Si tratta di un breve testo da tradurre e da sottoporre al revisore interno o comunque alla figura designata dall’agenzia. Grazie a questo, l’agenzia potrà valutare, prima di tutto, la tua abilità nella scrittura nella lingua di destinazione e la tua comprensione del testo, ma anche il tuo stile e capire se sei la persona adatta per tradurre per loro.

Non abbatterti, se non superi una prova di traduzione, o se non ricevi neanche una risposta.
Ti consiglio di richiedere, se non te le forniscono, le motivazioni per cui non sei stato accettato. Ti serviranno, soprattutto se sei ancora agli inizi, per migliorare e per capire quali sono i criteri di valutazione delle varie agenzie.

Consigli utili per cominciare

Proz è sicuramente il sito in cui si ritrova, e condivide informazioni, la maggior parte dei traduttori e delle agenzie di traduzioni. Per cui, ti consiglio di affidarti al loro database, che comprende anche valutazioni e recensioni come una sorta di TripAdvisor, per valutare quali agenzie cercare, o per iniziare a trovare i primi lavori come freelance.

E anche in questo caso: come vedrai, soprattutto all’inizio, non sarai adatto a quasi nessuno dei lavori che troverai su Proz. Questo perché servirà una specializzazione, esperienza, ovvero tutto quello di cui (per il momento) sei ancora privo. Ma potrai usare il forum per iniziare a capire come funziona questo mondo, creare il tuo profilo, documentarti. In attesa che inizi ad arrivare qualche progetto!

Se ti spaventa l’apertura della partita IVA (e ti capisco! È una delle 10 cose da traduttori di cui abbiamo parlato anche in agosto qui nel sito…), sappi che sotto i 5000 euro di fatturato annuo, puoi anche non aprirla. Ecco un articolo in cui trovi tutti i dettagli: “Lavorare senza la partita IVA è possibile?”.
Ricorda solo una cosa: senza partita IVA non potrai fare pubblicità alla tua attività tramite materiale online e offline: volantini, siti Internet, social network. Valuta bene tutti i pro e contro, magari interpellando anche un commercialista. 

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Dov'è la tua autostima?

È ovvio che non sarà facile. Soprattutto all’inizio, ti capiterà di lavorare troppo poco o di dover accettare lavori sottopagati o che non sono nelle tue corde. Ci sono comunque delle soglie sotto cui non dovresti comunque andare, per non svilire il tuo lavoro, anche se sei solo alle prime armi. Però, un po’ di gavetta ti servirà, per capire cosa vuoi fare esattamente, per farti conoscere (e magari anche riconoscere) per la tua professionalità, per iniziare ad avere clienti e innescare il più potente strumento di marketing: il passaparola.

Un’altra cosa che ti succederà sicuramente? Avere momenti di sconforto in cui vorresti cambiare mestiere. Probabilmente, all’inizio sarà all’ordine del giorno! Ancora dopo una decina di anni che faccio questo lavoro, mi capitano richieste assurde, urgenze pazzesche, risposte sgarbate e critiche tutto sommato incomprensibili.

Di recente, per esempio, mi è capitato che un revisore interno di un’agenzia non accettasse i miei testi per via di una particolare impostazione che avevo deciso di dare a livello formale. Inizialmente, sono rimasta un po’ delusa, ma poi, qualche tempo dopo, sono stata ricontattata dalla stessa agenzia, per un’altra tipologia di lavoro, dato che comunque hanno riconosciuto la mia professionalità e la correttezza delle mie traduzioni.

Per cui, accetta tutte le critiche possibili, fanne tesoro, ma nutri costantemente anche la tua autostima con i feedback positivi che ti capita di ricevere, perché ti servirà nei momenti più duri. 

Non siamo adatti a tutto

Come ho già detto sopra, non puoi pensare di essere adatto a tradurre indifferentemente qualsiasi tipo di testo. Se all’inizio ti capiterà di farlo, poi sarà naturale specializzarti in un settore. Potrai farlo secondo la tua inclinazione naturale o secondo i tuoi studi pregressi. Per esempio, la mia laurea in economia e il master mi hanno aperto la strada per lavorare nel settore del marketing. Ma in Italia per noi non c’è un albo professionale e non è necessario neanche avere una laurea per diventare traduttori.

Il bello è che puoi formarti lo stesso, seguendo corsi di vario tipo, sia dal punto di vista linguistico che nell’approfondimento della materiale o del settore che intendi trattare più ampiamente. Ci sono corsi post diploma, master universitari, corsi online o tradizionali che ti permetteranno non solo di completare la tua formazione iniziale ma anche di aggiornarti costantemente, man mano che procedi con la tua carriera. 

La nicchia che sceglierai diventerà la tua forza, quello che ti distingue dagli altri. Non siamo adatti a ogni tipo di testo, di settore, di specializzazione. Ognuno di noi ha delle caratteristiche su cui può fare forza per spiccare sugli altri. Ed è anche uno dei motivi per cui siamo diversi da qualsiasi traduttore automatico che possiamo mai creare. Perché siamo carne, ossa, esperienza, interessi, trascorsi e percorsi diversi.

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